Fornace Cellenese pavimenti in cotto  fatto a mano

Storia della produzione del mattone in cotto

a cura della Dott.sa Laura Settimi

Escavazione argille

Organizzazione del lavoro

Sistemi di produzione

TIPOLOGIE DI FORNO

Quando si fossero fatti sufficienti mattoni, si provvedeva alla costruzione del forno, generalmente in un luogo dove fosse presente un dislivello naturale, magari addossato ad una parete rocciosa, sovente uno sperone di tufo. Tale ubicazione consentiva che si lavorasse su due distinti piani, uno più in basso dove c'era la camera del fuoco e uno più alto da cui venivano messi e tolti poi i mattoni attraverso un "uscetto" che veniva murato a forno riempito e di nuovo riaperto a fine cottura. I forni generalmente dovevano avere una forma quadrangolare. Con i mattoni ancora crudi e argilla come malta si costruiva la base del forno, una camera rettangolare coperta con un sistema di archi opportunamente distanziati, di solito parzialmente interrata. Il piano che veniva a costituirsi al di sopra degli archi era la base della camera di cottura, da cui partivano le pareti del forno vero e proprio. La camicia di mattoni era rivestita esternamente con conci più o meno regolari di pietra, quando fossero disponibili, oppure semplicemente vi si addossava la terra. Si riempiva il forno con gli altri mattoni già secchi e si procedeva alla prima cottura: insieme al contenuto si cuoceva anche il "contenitore" e il forno si trasformava in una struttura stabile e riutilizzabile. La distanza degli archi che sovrastavano la camera del fuoco era funzionale alla misura dei mattoni che venivano posti "incatenati" alla base; infatti, era necessario che i mattoni, per uno spessore di almeno due piani, non occupassero tutto il volume, ma presentassero dei vuoti per consentire al fuoco di passare attraverso le fessure.

Anticamente due erano le modalitą di cottura, quella in cumulo e quella con un forno a due camere sovrapposte. Nel primo caso si costituiva una base di mattoni gią cotti che aveva lo scopo di isolare il materiale ancora crudo dall'umiditą del suolo e su cui si accatastavano i mattoni in cumuli distanziati appositamente per interporvi il combustibile, ma altro combustibile era posto anche in appositi canali che attraversavano la base del forno.

Il cumulo veniva coperto in cima con frammenti di mattoni cotti e fango, con la duplice funzione di proteggerlo dalla pioggia e di ridurre la perdita di calore durante la cottura, la quale poteva durare anche delle settimane, a seconda della quantitą del materiale da cuocere. Il secondo tipo di forno prevedeva una camera inferiore, in genere parzialmente interrata, che era destinata alla sola combustione della legna ed era divisa dalla superiore da una serie di archi che consentivano il passaggio del calore ed il tiraggio del fuoco.

Il piano che veniva a costituirsi al di sopra degli archi era la base della seconda camera, quella in cui venivano posti i mattoni, accatastati in modo che le fessure non venissero completamente ostruite. I tempi di questa cottura sono notevolmente pił brevi, in genere tre o quattro giorni.


(Fornace Cellenese - Caricamento dei mattoni crudi all'interno del forno)

La Fornace di Pietro Facchini
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